Lo spoglio in biblioteca: cos’è e a cosa serve

Tra i diversi e numerosi compiti di una biblioteca ve ne è uno fondamentale: rendere disponibili per la propria utenza tutte le informazioni e i dati contenuti all’interno delle notizie bibliografiche che descrivono il patrimonio posseduto.

Lo spoglio o descrizione analitica è appunto quella attività, nell’ambito della catalogazione, che ci consente di estrarre i contributi delle pubblicazioni catalogate maggiormente significativi.

In particolare, questa attività di identificazione è di solito associata ai periodici, ossia a quelle risorse costituite da più unità, fascicoli o volumi – che di norma hanno una numerazione – pubblicati con una periodicità più o meno variabile, senza uno sviluppo e una fine predeterminati.1 A questa vasta gamma appartengono, ad esempio, i giornali, i quotidiani, le riviste, i periodici elettronici e gli atti di accademie e società scientifiche.

 

La descrizione analitica è caratterizzata proprio dal forte legame che sussiste tra il contributo e la pubblicazione  che lo contiene, così da poter richiamare un contenuto a partire dalla sua risorsa o viceversa, individuando inoltre la designazione specifica del materiale, l’estensione, le altre caratteristiche materiali.

Oltre ai citati articoli di periodici, possono essere oggetto di spoglio anche i contributi contenuti in monografie (come i capitoli di volumi o le relazioni presentate ai congressi) o di particolare natura come parti di registrazioni sonore non musicali, una carta geografica o una tavola incisa.2

La redazione di queste descrizioni è facoltativa ed avviene principalmente secondo criteri di selezione stabiliti dalla Biblioteca, spesso determinati e modellati su tematiche specifiche che coinvolgono l’interesse e le esigenze della relativa utenza. Quelle di una Biblioteca altamente specializzata, ad esempio, di tipo universitario o accademico, saranno certamente diverse da quelle di una Biblioteca comunale.

Ma quali sono i benefici dello spoglio e perché investire in quest’attività?

Eccone alcuni tra i più importanti.

  • Consente una maggiore diffusione ed in particolare reperibilità delle informazioni.
  • I contributi, collegati direttamente alla risorsa principale, sono maggiormente rintracciabili soprattutto dal punto di vista della localizzazione e della disponibilità presso le biblioteche.
  • L’attività di ricerca risulta più efficace e con una netta diminuzione del tempo impiegato poiché può essere effettuata per titolo, autore o a volte per soggetto.
  • Con la procedura di spoglio sono accessibili indici di periodici che consentono di trovare le citazioni di articoli.
  • Possibilità di recupero delle informazioni su specifici argomenti selezionati in base alle proprie esigenze.

 

Possiamo dunque definire la descrizione analitica come un valore aggiunto all’interno del più vasto mondo della catalogazione, che riveste il ruolo di “richiamo” di informazioni preziose ma “nascoste” e che molto spesso cerchiamo; sappiamo che ci sono, ma non sappiamo dove.

Lo spoglio, ad integrazione della catalogazione, amplifica per gli utenti le possibilità di fruibilità e di accesso, in modo scientifico e ragionato, all’immenso patrimonio documentario posseduto dalle biblioteche.

[1] Regole di catalogazione per SBN, Università di Milano: definizione di seriale https://collezioni.unimi.it/sapori/?page_id=98982

[2] Guida alla catalogazione in SBN, ICCU: http://norme.iccu.sbn.it/index.php?title=Guida_moderno/Descrizione/Descrizione_analitica