INU, ISTITUTO NAZIONALE DI URBANISTICA

Riordinamento e inventariazione dell’archivio dell’Istituto svolto in due fasi con la supervisione della Soprintendenza archivistica del Lazio, organo competente di vigilanza, prima del trasferimento all’Archivio centrale dello stato. L’intervento è stato caratterizzato da un importante lavoro di serializzazione e ricondizionamento dato lo stato di forte disordine delle carte.

Esigenza

Ricostituire l’ordinamento dell’archivio per consentirne il trasferimento all’Archivio centrale dello Stato, dove si trova attualmente. Individuazione della documentazione passibile di scarto. Rendere l’archivio fruibile, anche in funzione del suo inserimento nel Portale degli archivi degli architetti.

Articolazione del progetto

La prima fase ha riguardato una approfondita analisi della documentazione, conservata in scatoloni e organizzata in gruppi documentali non più rispondenti a quelli descritti in un precedente lavoro di censimento, né riconducibili a serie archivistiche definite. Il livello di schedatura adottato è stato quello analitico, dato lo stato di disordine delle carte, con un importante lavoro di serializzazione.

Risultato del lavoro è l’inventario, articolato in Fondo INU e Subfondo INU – Sezione Laziale, per complessive 234 buste. L’archivio conserva, con molte lacune, documentazione prodotta dall’Istituto nazionale di urbanistica (1935-2003) e dalla sua Sezione laziale (1944-1990). In entrambi i casi è presente per la maggior parte documentazione tenuta dalle rispettive segreterie: corrispondenza, documenti del Consiglio direttivo nazionale e delle assemblee dei soci, documentazione relativa al funzionamento dell’Istituto (bilanci, amministrazione, nomina associati) e alle attività statutarie (commissioni, ricerche, congressi e convegni, corsi, collaborazioni con istituzioni ed enti italiani e stranieri, pubblicazioni). È presente inoltre una raccolta di documentazione concernente i piani regolatori di alcuni comuni italiani (elaborati grafici e relazioni).

Si tratta di un archivio che merita di essere arricchito colmandone le lacune e rendendolo così uno strumento prezioso ai fini della ricerca sulla storia più generale dell’evoluzione urbanistica, regionale e nazionale, dell’Italia.